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La Storia

Il palazzo ha una storia antichissima.

La famiglia Caracciolo, da cui prende il nome, è di origine bizantina ed è presente a Napoli sin dal IX secolo.


Il palazzo, che oggi porta il nome della famiglia, fu eretto intorno alla metà del 1200 su una fortificazione pre-esistente.

L’area su cui sorge era all’epoca teatro di grandi giostre, tornei e duelli, in cui si sfidavano i più valorosi cavalieri del regno.

La storia dei Caracciolo e quella del palazzo si uniscono per sempre nel 1309, quando la magione viene donata a Landolfo Caracciolo dal Re di Napoli, Carlo II d’Angiò.
Nel 1548, il palazzo medievale fu ristrutturato, per raggiungere la sua forma attuale.

Dell’epoca conserva ancora oggi, intatto nello stile architettonico rinascimentale, il magnifico chiostro centrale porticato.

A partire dal 1650, Palazzo Caracciolo  acquista un prestigio sempre maggiore, e viene scelto per ospitare matrimoni importanti, offrendo alle coppie di giovani sposi la loro prima dimora.
È proprio qui che dimorò anche Gioacchino Murat, prima di diventare, nel 1808, Re di Napoli.

In epoca contemporanea, il palazzo è stato oggetto di un attento restauro e di un’appropriata ristrutturazione, terminati nel 2009, che ne hanno esaltato la solennità, ammorbidita dall’eleganza raffinata che caratterizza l’arredo delle camere.

Il progetto di ristrutturazione non ha mai perso di vista l’impronta storico-monumentale del palazzo: consci delle suggestioni che tanta storia e cultura portano con sé, la logica progettuale si è concentrata sul recupero e l’integrazione, piuttosto che sulla demolizione e sostituzione. L’obiettivo è stato quello di individuare “l’anima del Palazzo” ed esaltarla, per conservare l’identità unica del luogo.

Nella ricerca di uno stile in linea con i valori architettonici e decorativi già presenti, si è fatto riferimento alle caratteristiche del mondo napoletano, con spunti di carattere sia naturalistico (il sole, il mare, i colori intensi dei fiori…) che mitologico: numerosi infatti i riferimenti alle credenze popolari (‘o munaciello, la sirena Partenope, ecc.)
Durante l’esplorazione della cultura napoletana è venuta naturale l’ispirazione ai decori tipici della tradizione artigianale della città.
Ed ecco che in tutti gli spazi progettati l’artigianato artistico ha assunto un ruolo rilevante.

Scala monumentale

L’ampia scala monumentale, di grande pregio architettonico, è il riferimento poetico dell’albergo: ogni pianerottolo mette in scena soluzioni dedicate alle Muse e alla Bellezza, su disegni originali di Eduardo Alamaro, che rivisita le grandi icone della storia dell’arte. L’effetto complessivo è quello di un tappeto di maioliche, moderne riggiole napoletane che colgono, sia nel disegno che nella loro realizzazione, il senso della tradizione del luogo e la uniscono all’innovazione e alla sensibilità dei nostri tempi.

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